Il Rapporto Inps sulla coesione sociale è lo specchio della realtà in cui si trovano a vivere le donne ogni giorno. Se le lavoratrici continuano a guadagnare almeno il 20% in meno degli uomini e il divario di genere diventa addirittura eclatante quando si parla di donne straniere, significa che il welfare così com'è non va bene, deve essere rivisto e corretto. Sempre più spesso le donne sono costrette a fare una scelta tra carriera e maternità o a firmare dimissioni in bianco solo per poter ottenere un impiego: imposizioni vergognose indegne di un Paese civile. Occorre anzitutto una nuova cultura del lavoro dove le garanzie per le pari opportunità siano un principio fondante e non solo un obiettivo da realizzare chissà quando, chissà come. Siamo così arretrati, che c'è stato addirittura bisogno di presentare un ddl sulle quote rosa nei cda e l'IdV si è sempre battuta per ottenerne la sua approvazione. Le quote rosa restano odiose, ma purtroppo ancora necessarie affinché anche le donne si possano affermare nel lavoro come gli uomini. Una seria discussione tra Istituzione e parti sociali sulle pari opportunità non è davvero più rinviabile, altrimenti l'Italia resterà cosi com'è: ferma al palo.
lunedì 13 febbraio 2012
Il rapporto dell'Inps sulla disparità di genere nel mondo del lavoro è lo specchio della realtà
Il Rapporto Inps sulla coesione sociale è lo specchio della realtà in cui si trovano a vivere le donne ogni giorno. Se le lavoratrici continuano a guadagnare almeno il 20% in meno degli uomini e il divario di genere diventa addirittura eclatante quando si parla di donne straniere, significa che il welfare così com'è non va bene, deve essere rivisto e corretto. Sempre più spesso le donne sono costrette a fare una scelta tra carriera e maternità o a firmare dimissioni in bianco solo per poter ottenere un impiego: imposizioni vergognose indegne di un Paese civile. Occorre anzitutto una nuova cultura del lavoro dove le garanzie per le pari opportunità siano un principio fondante e non solo un obiettivo da realizzare chissà quando, chissà come. Siamo così arretrati, che c'è stato addirittura bisogno di presentare un ddl sulle quote rosa nei cda e l'IdV si è sempre battuta per ottenerne la sua approvazione. Le quote rosa restano odiose, ma purtroppo ancora necessarie affinché anche le donne si possano affermare nel lavoro come gli uomini. Una seria discussione tra Istituzione e parti sociali sulle pari opportunità non è davvero più rinviabile, altrimenti l'Italia resterà cosi com'è: ferma al palo.
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